26 Settembre 2017
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la nostra storia
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la nostra storia

Il primo presidente
L´ilva, il primo sodalizio sardo, nacque nel 1903 grazie ad un geometra, Antonio Cappai. Si inizia con la ginnastica e con i cimenti (anche invernali) podistici in Gallura. Poi il calcio prese il sopravvento ed iniziò la leggenda della "Fossa dei Leoni". Dopo un anno di attività l´Ilva contava 146 soci tra adulti e principianti.

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Il primo D.S.
I nostri atleti, magistralmente guidati dal primo Direttore Sportivo della società Ilva Enrico Balata, ben figurarono sia in campo zonale sia provinciale ma tra tutti emerse Salvatore Mura che nelle varie specialità ginniche seppe farsi valere anche in campo nazionale.

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Salvatore Mura, il pupillo del D.S
Atleta di temperamento e di destrezza, si fa apprezzare nelle varie specialità a Venezia, Genova e La Spezia. Padre di Bruno Mura, atleta degli anni 40.
Gli otto ginnasti di punta del direttore sportivo
Antonio Masala (impiegato), Lorenzo Manca (assistente Genio Marina), Salvatore Manna (fabbro), Ricchì Bertorino (negoziante), Pasqualino Barretta (maccellaio), Cesare Livi (negoziante), Raffaele Livi (imprenditore), Mario Carobi (operaio).
la prima guerra mondiale
Gli atleti isolani vengono mandati al fronte. Molti, purtroppo, non fecero ritorno.
Il primo torneo di calcio
Si è visto come la diffusione del calcio fu favorita là dove esistevano precedenti tradizioni di cultura fisica. In Italia le società di ginnastica e scherma, i circoli nautici, le associazioni ciclistiche, i centri di attività podistica costituirono il terreno sul quale il calcio piantò le sue radici e crebbe.
Nel 1912 l´Ilva partecipa ad un triangolare a Sassari, le squadre sono tre: Ilva, Amsicora di Cagliari e la Torres.
Nel 1913 fu organizzato a La Maddalena il primo torneo di calcio, vi parteciparono l´Ilva, l´Arsenale Militare, la Marina Militare e la Torres. I maddalenini accolsero con grande entusiasmo il gioco del calcio.
Era allora difficile trovare avversari. Le prime squadre sarde "erano costrette a battersi contro i pali della porta in mancanza di avversari", secondo una testimonianza dell´epoca.
Risorge lantica società Ilva
Nel 1919, dopo la prima guerra mondiale, l´antica società Ilva si ricostituisce e riprende le attività sportive. Manzoni, Cappai, Odilio Balata, Baffigo, Padua, Amato, Andolfi, Pocobelli, Bargone, Cleante Balata, Gana, sono gli artefici di una incredibile ascesa.

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LIlva dei tempi doro
Il 10 aprile del 1933 i cadetti del Cagliari incontrano l´Ilva a Cagliari (nel campo di via Pola) e la sconfiggono per 1 - 0. Il campionato è di 3 divisione. La Formazione dell´Ilva: Olivieri, Porchedda, Di Fraia, Farina, Padua, Bartolozzi, Cappai, Pintus, Baffigo, Picciaredda, Massaro.
Ricordiamo che allora si giocava col metodo, il WM verrà nel dopo guerra, poi si passerà al catenaccio (col libero) e infine alla zona.
Nel 1935 l´Ilva è in 2 divisione, i Giocatori sono Olivieri, Cenni, Mangini, Sarni, Padua, Barago, Canova, Tamagnini, Fiaschi, Salvadori, Girardi. Come si può notare e notevole la presenza di "continentali" (quasi tutti militari). L´ilva visse un periodo di grande splendore alla fine degli anni trenta, incontrò squadre blasonate come Triestina, Ambrosiana, Genoa, Roma, giunte in Sardegna per scopi propagandistici. Con l´inizio della seconda guerra mondiale l´attività agonistica fu sospesa sino alla fine del conflitto.
Campo sportivo Faravelli:
Baffigo R., Cannarsa, Massaro, Farina C., Manzoni ( presidente), Girardi A., Pocobelli, Cenni, Onorato, Di Fraia, Balata, Girardi G.
(vedi fotogallery anni 30)

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2^ guerra mondiale, si fermano i campionati.
Cadono le prime bombe, la città si svuota. L´ilva si incontra con squadre militari desiderose di confrontarsi con la formazione bianco-celeste. Nel 1942 la commissione tecnica collauda il Comunale, la mtica "FOSSA DEI LEONI", ma per i problemi legati alla guerra non veranno disputate gare fino al 1943.
Nel 1945 riprende lattività agonistica.
L´ilva si ripropone con la squadra del 1943 rafforzata da Elindo Balata, già in forza nelle file del Cagliari. Ritorna tra i maddalenini il grande entusiasmo per il pallone. Altre squadre, dietro alterne fortune, nascono e muoiono nel giro di pochi anni. Nel 1947 ben sei squadre si contendono il comunale. Attorno al calcio orbitano circa 300 ragazzi, tutti desiderosi di indossare la gloriosa maglia bianco-celeste e da una dura selezione proprio di quegli anni emergono giovani come Peppino Sculafurru e Giovanni D´Oriano.

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"Eravamo davvero in tanti"....
Eravamo davvero in tanti, e doveva essere un problema, in quel periodo, varare una formazione, escludendo giocatori validi e realmente attaccati ai colori sociali - ricorda - Pasqualino Pais - . Quelli erano tempi in cui, prima di iniziare ad allenarci, a turno, tutti davamo un colpo di mano, col picco e con la mazza per far saltare le piazzuole di calcestruzzo lasciate dai tedeschi, che vi avevano piazzato le tende durante il conflitto.
Tratto da "Ilva 1903 - 1993" G.C.Tusceri - Paolo Sorba Editore
LIlva approda alla IV Serie
L´ilva nel frattempo (siamo nel ´49) sale in 4 serie dove rimane due anni. Grandi nomi in formazione e grandi squadre al comunale. Uno dei periodi storici più belli per una città sportiva come La Maddalena. I nomi ormai mitici: Rubbiani (d´Oriano). Faiella, Agostini, Salvioli, Giagnoni, Bellei, Linaldeddu, Zonza, Comiti, Tugnoli, Onida. Questa è la formazione di un incontro giocato e vinto a Formia, alla presenza di 1800 spettatori, per 3 - 1 dall´´Arsenal Maddalena. Un gol di Onida, uno di Tugnoli e di Comiti (ed uno annullato) . Di quegli anni i tifosi maddalenini ricordano con piacere le sfide con la Torres, molto forte era in quel periodo la rivalità tra le due società. Dopo due stagioni l´Ilva retrocede in 1^ divisione, e dopo due campionati giocati ai massimi livelli, i biancocelesti riconquistano la serie D. (vedi fotogallery anni 50)
Loris Onida, vecchia gloria dellIlva
Il suo soprannome era "Ciuccino" perché il suo modo di incedere sul campo era lento, ma quando c´era da saltare l´avversario, non gli veniva per niente difficile superarlo con delle finte davvero imprevedibili.
Il suo pezzo forte era la rovesciata alla Piola. Una tecnica che gli derivava dalla naturalezza che lui stesso aveva nel proporsi, in una gara ne azzeccava anche tre e quando la palla era nello specchio della porta il gol era certo. Proveniva dal Livorno quando era in serie A, e dal Genoa in B, e dopo un giro in Toscana con Carrarese e La Spezia in Liguria era approdato ancor una volta nell´isola nel campionato 51-52 assieme a Linaldeddu.
In quegli anni L´Ilva possedeva giocatori come Salvioli, Tugnoli, Bellei, D´Agostini, Dionisio, Giagnoni, Faiella, Zonza, Mameli, Vitiello, Rubbiani e stava affacciandosi alla ribalta Domenico Comiti.
Onida ha giocato diversi campionati con l´Ilva e poi era stato chiesto anche dall´Olbia dove giocò due campionati che tutti ricordano

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Lera del Dott. Secci
Siamo negli anni 60, inizia l´era del Dott. Secci. Allenata dall´indimenticato Zichina, facevano parte di quella squadra il talentuoso Paoli, i giovanissimi Pisano e Serra e poi ancora Capitoni, Filinesi, Scanu G. e Scanu B. il funambolico Juliucci, Sabatini, Vitiello G., Cossu, D´oriano, Cogliolo, Comiti, Petri, Canu e Peppino Sculaurru, reduce anche lui dai campionati nazionali. Nel 1961 a Roma (stadio Flaminio) nella finale nazionale tra squadre dilettanti l´Ilva viene sconfitta dal Borgomanero, ma è comunque un successo straordinario con giocatori fatti a casa e pagati poco, con l´attaccamento alla maglia biancoceleste che su pochi campi abbiamo visto. I nomi sono ormai nella leggenda, D0riano, (Fumi), Vitiello, Scanu, Serra, Comiti, Pisano, Iuliucci, Paoli, Fabiani, Filinesi, Casciani (Collini), Petri. Allenatore il toscano Cenci.
Arrivano Fabiani e Casciani a rinforzare la squadra che dovrà affrontare il campionato di serie D. L´Ilva dovrà vedersela con la Ternana, l´Empoli e altre squadre blasonate del continente. Dopo una partenza a handicap sarà solo 18^, la retrocessione fu inevitabile. La squadra fu rivoluzionata, si attinse a piene mani dal prolifico settore giovanile guidato magistralmente da Zichina e per diverse stagioni, ben figurarono nel campionato di Eccellenza. Meritano una citazione particolare Catuogno, Murri, P.P Pedroni, Piccotti G. (vedi fotogallery anni 60).


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Gli anni 70
Ivo Zonza e Mario Pisano, con un breve intermezzo di Palleddu Degortes, si alternarono, negli anni 70, alla guida dell´Ilva. Impossibile non ricordare il presidente Dott. Bertorino che seppe rivitalizzare l´intero ambiente calcistico maddalenino. Era l´ilva di Vitiello T., Fadda, Viviani, Conti G., Vigiano G., Kersevan, Corso, Cuneo, Pisciottu, Demuro, Scolafurru, Contini, Conti P.P., Vitiello A.

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LIlva in C2
Arrivano gli anni 80, Mario Pisano lascia la guida della squadra, al suo posto si alterneranno Viviani F., Catuogno e Demuro che riporteranno l´Ilva in Interregionale, ma sarà il binomio Stelletti-Fiori a riportare l´Ilva in C2 nella stagione 1988-89. Siena, Casale, Pro Vercelli, Pavia, tutte dovettero inchinarsi alla vecchia legge della "fossa dei leoni", ma ciò non bastò a Marco Piga e compagni a evitare la retrocessione, fecero cosi ritorno tra i dilettanti.

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Nasce lIlvamaddalena
Nel 1994, dopo l'ennesima promozione, le due società dell'isola decidono di fondersi. Nasce l'Ilvamaddalena, presidente è eletto Giuseppe Barago, mentre la squadra è affidata a Nino Catuogno. Si parte subito con una promozione e una retrocessione e ancora una promozione nella stagione 2000-01. La società è sotto la guida di Arturo Stelletti e vi rimarrà sino all'imprevedibile retrocessione nella stagione 2003-04. Dopo un'estate travagliata sarà Giuseppe Barago il nuovo presidente. Il D.S. Valerio Pisano, chiamato a ricostruire la squadra, e il tecnico Sandro Acciaro riescono nell'impresa di vincere, nella stagione 2005-06 il campionato di Promozione. Il miracolo non si ripete l'anno successivo e dopo lo spareggio perso con il Selargius si ritorna in promozione.
Nelle stagioni 2007-08 e 2008-09 al nuovo tecnico Catuogno viene affidata una rosa composta per lo più da giocatori locali. Grazie al buon lavoro svolto da tutta la società ma sopratutto grazie all'impegno profuso dai ragazzi, lo spettacolo e le soddisfazioni per i tanti tifosi non sono mancati. Da ricordare la vittoria per 4-3 contro la Torres nell'ultima giornata di campionato. Il presidente Giuseppe Barago cede il timone della società a Sergio Di Fraia che a sua volta nella stagione 2009-10 passerà a Francesco Abeltino. In questa stagione, iniziata tra mille difficoltà, la squadra è guidata dall'esordiente Candido Brocca.Il campionato terminera con un dignitoso 9° posto. Nella stagione 2010-11 il neo Presidente Bruno Useli, a causa di un avvio di campionato poco brillante affida la guida della squadra a Sandro Acciaro che subentra al dimissionario Candido Brocca. La rosa, a dicembre, viene rinforzata con l'arrivo di due argentini, Parisi e Cadelago che bene si integrano con il resto della squadra e grazie ad un girone di ritorno da primato mister Acciaro e ragazzi riescono a portare a casa un 7° posto insperato.

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